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La sicurezza negli uffici
Ultimo aggiornamento 1° aprile 2009
In genere gli uffici sono ritenuti dei luoghi piuttosto sicuri, per via del rapporto di familiarità che si instaura tra i lavoratori nel corso del tempo. In realtà, al pari dei cantieri e dei laboratori, anch'essi nascondono le loro insidie. Elementi strutturali interni, assieme ad eccessi di confidenza in mansioni oltremodo ripetitive, possono essere tra le maggiori cause di pericolo.

Gli incidenti negli uffici sono assai più frequenti di quanto si possa comunemente immaginare. Le loro cause sono dovute a diversi fattori di rischio, tra cui gli arredamenti, la strumentazione e gli impianti elettrici, i fattori micro-ambientali e le particolari condizioni lavorative nelle quali sono impiegati i singoli operatori. I rischi legati agli arredi derivano dal disordine e dalla disorganizzazione nel disporre le apparecchiature. Sia il mobilio che i macchinari dovrebbero essere collocati in modo tale da garantire un uso corretto degli stessi, agevolando gli spostamenti dei lavoratori. Un'errata disposizione di armadi, scrivanie, cassettiere e schedari può infatti risultare causa di ostacolo, di urto o di inciampo. È buona regola, perciò, valutare con molta attenzione il loro posizionamento, così come la stabilità dei ripiani e i relativi carichi, la presenza di eventuali gradini e dislivelli, ovvero di scale portatili o rimovibili.

Gli infortuni connessi all'utilizzo di apparecchiature e impianti elettrici sono di gran lunga quelli che comportano le conseguenze più rovinose per chi li subisce. Un utilizzo improprio di fotocopiatrici, stampanti, prese multiple e cavi può causare lesioni cutanee, ustioni, esplosioni, incendi e folgorazioni. In particolare, per le ultime la gravità del danno dipende in misura direttamente proporzionale dall'intensità della corrente elettrica: gli effetti possono variare da semplici formicolii e movimenti muscolari riflessi (per scosse da 1 a 10 mA), quasi sempre privi di conseguenze rilevanti, a disturbi temporanei dell'apparato respiratorio (attorno ai 25 mA), fino ad episodi ben più gravi di paralisi dei centri nervosi che regolano le funzioni cardiocircolatorie (da 25 a 80 mA), con rischio morte.

Onde evitare situazioni di pericolo, tutti gli impianti all'interno degli stabili di lavoro devono essere realizzati in conformità a quanto previsto dalle apposite normative europee e nazionali sulla sicurezza, ossia muniti di dispositivi che in ogni casi impediscano qualsiasi contatto accidentale con elementi sottoposti a tensione, quali ad esempio la messa a terra. Inoltre, secondo quanto stabilito dagli articoli 36 e 37 del Testo Unico sulla sicurezza nel lavoro (D. Lgs. n. 81/08), il datore è tenuto ad adoperarsi affinché ciascun lavoratore riceva un'adeguata informazione e formazione circa i rischi per la salute derivanti dalla propria attività, ivi comprese istruzioni chiare e dettagliate per quanto concerne le condizioni d'uso delle apparecchiature elettriche.

Di minore portata, ma egualmente non trascurabili, i rischi riferibili ai fattori micro-ambientali, ossia al clima, all'illuminazione e al rumore negli uffici. Un tasso di umidità troppo basso, una ventilazione eccessiva, la presenza di composti organici volatili (smog o fumo di sigarette), l'impiego di un sistema d'illuminazione troppo debole o troppo forte, livelli di rumorosità eccessivi, possono favorire l'insorgere di patologie respiratorie, allergie, irritazioni, infiammazioni muscolo-scheletriche, affaticamento della vista, assunzione di posture scorrette e riduzione della capacità di concentrazione. Per prevenire tutto ciò basterebbe curare l'efficienza degli impianti di riscaldamento e di climatizzazione, eseguire di frequente una corretta pulizia degli strumenti di lavoro, commisurare i valori di luminosità ai vari ambienti in relazione alla loro effettiva destinazione, rimuovere le fonti di rumore non tollerabili, ovvero separare fisicamente le attività più rumorose dalle altre
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Dario Massara

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