Sanatoria, tanti gli immigrati in attesa
Ultimo aggiornamento 12 ottobre 2009 |
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Per
contrastare l'immigrazione irregolare nel territorio italiano, il
governo ha adottato misure pesanti sull'immigrazione in generale
con il cosiddetto "Pacchetto sicurezza", attuato da qualche mese. Una
legge unica nel suo insieme e nuovo nel sistema di lotta alla
clandestinità in Europa. Tante questioni e discussioni,
perché questo cambiamento? Quale ripercussione sulle popolazioni? |
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Nel
frattempo, per far fronte alle richieste ed alle preoccupazioni di
molte famiglie italiane, il Governo ha approvato in via definitiva e
con voto di fiducia alla Camera ed al Senato, il 1° agosto scorso,
un decreto legge per permettere la regolarizzazione di colf e badanti.
Un provvedimento che è andato in vigore dal 1° settembre. Il
Ministero dell’Interno ha messo a disposizione sul proprio sito
internet i modelli necessari ed anche una brochure in cui lo stesso
Ministero evidenziava che "non ci sarebbero state graduatorie a tempo
né quote d’ingresso, quindi le domande presentate entro il
30 settembre avrebbero avuto le stesse possibilità di
ammissione".
Un’iniziativa che rappresentava una luce di speranza per tanti
immigrati irregolari che così potevano cambiare la loro
condizione sociale, mettendosi in regola con la legge, soprattutto in
relazione all’entrata in vigore, sempre in agosto, della legge
recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica" (il cosiddetto
"Pacchetto sicurezza") approvato dal Parlamento a Luglio. La nuova
legge sulla sicurezza colpisce chi è senza permesso di soggiorno
e prevede pesanti ammende da 5 a 10 mila euro e l’espulsione.
Quindi questa nuova procedura che consentiva l’emersione dal
lavoro irregolare di cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari
impiegati come collaboratori domestici o nell’attività di
assistenza e di sostegno alle famiglie, era un sollievo per gli
immigrati senza permesso di soggiorno. Anche per il datore di lavoro
era una un’occasione per mettersi in norma con la legge. Per
quanti di loro sono stati inoltrate domande di regolarizzazione? Si
sottolinea che già la Legge 24 luglio 2008 n. 125 aveva
aggravato le sanzioni per il datore di lavoro che occupava alle proprie
dipendenze lavoratori non in regola con il permesso di soggiorno.
Ad oggi, tanti extracomunitari sono rimasti in attesa e nei dubbi dei
loro datori di lavoro. Quindi pur di essere regolarizzati ed avere i
documenti, molti di loro hanno provveduto al pagamento dei 500 euro
previsti per la domanda di regolarizzazione, che dovevano essere
versati dai loro datori di lavoro per attivare la procedura di
emersione dal lavoro irregolare, e gli altri costi necessari per i
documenti. Chi non l’ha fatto ha perso il suo posto, facendo
guadagnare chi non aveva lavoro. Una giungla dove i soldi sono stati
protagonisti: lo Stato ne ha rastrellato un po’, i datori di
lavori hanno avuto gli impiegati a costo zero e gli immigrati
irregolari il portafoglio svuotato. Tanti debiti e per qualcuno solo
una ricevuta come accesso alla regolarizzazione.
Flavie Ngah
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