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Lo status di rifugiato in Italia
Ultimo aggiornamento 1° luglio 2009
Ogni 26 giugno viene celebrata in tutto il mondo la Giornata Internazionale a sostegno delle vittime di tortura, proclamata nel 1997 dall’Assemblea Generale dell’ONU. Quest'anno l'Alto commissariato ONU per i rifugiati (UNHCR) ha dedicato la giornata mondiale del rifugiato 2009 al tema "Rifugiati: non solo numeri".
“L’equazione dell’immigrazione, non è un problema di una società multi etnica, neanche una questione di colore  della pelle, ma di categoria degli immigrati Che approdano in Europa”. Accoglienza, integrazione, convenzione di Ginevra e diritto d’asilo! Lo status di rifugiato in Italia: Come e dove presentare la richiesta di asilo?

In Italia il diritto di asilo è garantito dall'art. 10 comma 3 della Costituzione: "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge". Quindi possono fare una richiesta di asilo, coloro che nel proprio Paese sono stati oggetto di persecuzioni dirette e personali per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a determinati gruppi sociali o per le sue opinioni politiche o se hanno fondato e provato motivo di ritenere che potrebbero essere perseguitati in caso di ritorno in patria. Questo diritto fondamentale è sancito anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (art. 14), dalla Convenzione di Ginevra del 1954 (art. 1), dalla Convenzione ONU relativa allo status dei rifugiati del 1951, dalla Convenzione OUA sui rifugiati del 1969, dalla Dichiarazione di Cartagena del 1984, dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 1950, dalla Convenzione di Dublino.

Non si può chiedere lo status di rifugiato in Italia, se  si è già stato riconosciuto rifugiato in un altro Stato, se provieni da uno Stato diverso da quello di appartenenza che abbia aderito alla Convenzione di Ginevra e nel quale, avendo soggiornato per un significativo periodo di tempo, non si è richiesto il riconoscimento dello status di rifugiato, se hanno subito in Italia condanne per delitti contro la personalità o la sicurezza dello Stato, contro l’incolumità pubblica, ovvero reati di riduzione in schiavitù, furto, rapina, devastazione e saccheggio, o comunque connessi alla vendita e al traffico illegale di armi o di sostanze stupefacenti, o, infine, di associazione mafiosa o di appartenenza ad organizzazioni terroristiche, se si è commesso reati di crimini di Guerra ovvero contro la Pace o contro l’Umanità.

L’ufficio di Polizia di Frontiera, al momento dell’ingresso in Italia, ovvero l’Ufficio immigrazione della Questura competente per territorio, laddove sul posto non sia presente un Ufficio di Polizia di Frontiera, sono i posti dove si dovrebbero presentare le richieste di asilo. Alla presentazione della richiesta, l’Ufficio di Polizia fornisce dei moduli già predisposti ove il richiedente spiega le motivazioni per le quali chiede lo status di rifugiato, tra l’altro fornisce ogni altra informazione o documentazione in suo possesso, a sostegno dei motivi della richiesta ed in allegato copia di valido documento di identificazione personale (passaporto, carta d’identità, ecc..) se posseduto, ovvero fornire generalità personale all’Autorità di Polizia, indicando l’eventuale domicilio ove far pervenire le comunicazioni di interesse. La Questura rilascia copia sia della richiesta che della documentazione prodotta e provvede alla foto-segnalazione.

La data della convocazione presso la Commissione viene comunicata dalla Questura al domicilio indicato al momento della presentazione della domanda. E’ importante comunicare alla Questura ogni variazione di indirizzo per ricevere tutte le comunicazioni di interesse. Al richiedente viene rilasciato, dal Questore della provincia in cui è stata presentata la domanda, un Permesso di Soggiorno della validità di tre mesi, rinnovabile sino alla decisione della Commissione territoriale competente
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Flavie Ngah

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