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Immigrazione e diritti: rifugiati o clandestini?
Ultimo aggiornamento 1° giugno 2009
Immigrazione e diritti, respingimenti anche nelle acque internazionali. Quale futuro per chi approda nelle coste italiane alla ricerca della pace? Quotidiano Facile ha raccolto il punto di vista di Fiorella Rathaus, responsabile del “Progetto ViTo” del Consiglio Italiano per i rifugiati, che da anni si occupa di immigrati, richiedenti asilo e rifugiati.
- L’Italia ha da poco ha fatto ricorso ai respingimenti degli immigrati mentre sono ancora in mare. Una politica che suscita molte polemiche. Perché?

“È importante che si parli di sbarchi, che si parli delle persone, perché normalmente quando si affronta questo tema si parla di clandestini. Invece uno dei punti fondamentali che dobbiamo cogliere è che le persone che arrivano attraverso questi sbarchi, a Lampedusa prevalentemente, ma in genere in tutte le coste italiane, non sono clandestini”.

- Giuridicamente come viene spiegata la situazione di questi ultimi, se non sono clandestini?

“Non lo sono in quella fase, sono clandestini coloro che scelgono deliberatamente di vivere in una situazione di irregolarità, nonostante una opportunità di fare scelte diverse. Le persone che arrivano sulle nostre coste per il momento sono delle persone che ancora non hanno avuto la possibilità di definire la loro posizione, eventualmente irregolare, ma sicuramente non clandestini”.

- Chi sono gli immigrati che giungono nel primo porto di accoglienza?

“Circa il 70% di coloro che sbarcano sulle nostre coste sono persone che intendono fare richieste d’asilo, non sono in cerca solo di una soluzione economica. Nella grande maggioranza di casi sono persone che fuggono a causa di guerre, di persecuzioni personali, di situazioni incerte che mettono a repentaglio la loro vita. Stabilire chi avrà diritto all’asilo e chi no è una decisione successiva. L’Italia, come firmataria della convenzione di Ginevra, ha comunque l’obbligo di non respingerli”.

- Cosa viene contestato al governo italiano riguardo agli ultimi respingimenti?

“L’obiezione che viene fatta è che queste persone sono state respinte ancora in acque internazionali. Quindi quando la competenza del governo italiano non era scattata”.

- Si è anche parlato di violazione di diritti umani e della legge Bossi-Fini.

“Dal momento che gli immigrati sono imbarcati nelle navi italiane devono essere trattati secondo le leggi italiane. Nella legge Bossi-Fini è sottolineato e garantito che non si può essere respinti senza prima avere la possibilità di presentare richiesta di asilo, ovvero se è una donna incinta o un bambino”.

Polemiche aspre sui respingimenti, ma anche tante speranze affinché, in tema di diritti umani, la politica italiana si dimostri capace di affrontare il problema dei migranti con proposte normative organiche per i rifugiati e richiedenti asilo, in modo da trovare soluzioni più rispettose per la dignità umana
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Flavie Ngah

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