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Padri separati… Una legge che concede un affidamento condiviso tra i genitori
Ultimo aggiornamento 22 gennaio 2010
In materia di separazione, è stata introdotta una legge di affidamento condiviso, che permette ai genitori di partecipare attivamente alla vita dei propri figli. Prima cosa il ruolo del padre separato, fortemente penalizzato in precedenza, sta riemergendo con questa legge dell’affido condiviso, superando la condizione di oggettivo svantaggio e difficoltà che non gli permetteva di svolgere attivamente il suo ruolo.
Le figure genitoriali sono centrali e decisive. Proprio di recente, alcune sentenze, hanno dimostrato e assicurato che i figli mantengano con entrambi i genitori relazioni idonee per un effettivo rapporto educativo. Infatti, nei doveri del genitore affidatario, rientra l’appoggio del rapporto del figlio con l’altro genitore. Salvo indicazioni particolarmente gravi, l’art. 709 ter del codice di procedura civile, stabilisce che “ in caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore o ostacolino il corretto svolgimento delle norme dell’affidamento”, il giudice a seguito di ricorso, può modificare i provvedimenti in vigore. E può sia ammonire il genitore inadempiente, sia disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti del minore. Il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti dell’altro o la condanna del genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, va da un minimo di 75 euro a un massimo di 5mila euro a favore della Cassa delle ammende.

Tali provvedimenti sono naturalmente impugnabili. Un’ex moglie che aveva trattenuto con sé il figlio anche durante il periodo estivo che avrebbe invece dovuto trascorrere con il padre, pur sostenendo che comunque a non volere passare parte delle vacanze con lui era stato il figlio stesso, era stata punita. La Corte d’Appello di Firenze aveva stabilito un risarcimento del danno sia nei confronti del padre, che per il figlio, in quanto la condotta della madre, oltre a violare le disposizioni del Tribunale, provocando un danno alla crescita corretta del minore, comprometteva il diritto del padre a conservare un rapporto con il figlio. Anche la Cassazione penale si è pronunciata sostenendo che è punibile per sottrazione di minore la madre che aveva portato con sé il figlio in Sardegna, allontanandolo “scientemente per alcuni mesi” dal padre, senza il consenso di questi, perché “il ruolo di genitore non si può manifestare solo con conversazioni telefoniche o con visite saltuarie”. ”Ostacolare gli incontri tra padre e figlio fino a recidere ogni legame tra gli stessi, può avere effetti deleteri sull’equilibrio psicologico e sulla formazione della personalità del secondo”.
 
Nell’intento di aiutare i padri in difficoltà, a seguito della separazione, va segnalata infine una meritevole iniziativa da parte del Comune di Roma con uno stanziamento di circa 350mila euro disposto dalla giunta capitolina e dall’Assessorato alle politiche sociali per venti alloggi transitori destinati a questi genitori che vivono spesso una vera emergenza abitativa e come purtroppo è stata definita “ una nuova povertà del nostro secolo”.
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Valeria Silla

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