Chi siamo | Contatti | Link utili | Multimedia | Informazioni 
 Home >> 
L'ansia
Ultimo aggiornamento 03/06/2010 23:42:03
I disturbi d’ansia colpiscono il 38% della popolazione. Tale percentuale mostra quanto questo disturbo sia comune tra la popolazione: circa un soggetto su tre ha una possibilità di soffrire d’ansia! Molte persone tendono a “normalizzare” l’ansia, cioè a riportarla a situazioni caratteriali, non capendo l’importanza del fenomeno.

Che cos’è l’ansia? Non è facile darne una definizione univoca: l’ansia è un fenomeno endogeno, che si produce dentro di me, in relazione a stimoli di vario tipo che possono essere esogeni, endogeni o io stesso. Possiamo approcciarla in due modi, dimensionalmente ovvero psicologicamente. L'approccio dimensionale descrive l’ansia come una dimensione propria dell’essere che varia da livelli normali a livelli patologici. I livelli normali sono quelli a cui può portarci la vigilanza e rappresenta il sistema reattivo che ci consente di completare un compito. Questo è il modello tipico che si riferisce alla risoluzione di un pericolo, momento in cui ho bisogno che entrino in funzione dei sistemi per risolvere il pericolo stesso nel più breve tempo possibile, affrontandolo o schivandolo. Questo è il fenomeno base, normale: la paura. Quando la mia risposta non è più adeguata all’entità del pericolo, si entra in quella che viene definita ansia patologica. L'approccio psicologico vede nell’ansia un qualcosa di diverso dalla paura, ne sfrutta i meccanismi ma non ha mai un significato riportabile ad un elemento oggettivo. Questa lettura dell’ansia è diversa: non è una risposta adattativa a uno stimolo nocicettivo o comunque perturbativo. Io mi trovo in una condizione di ansia, quindi ho un perturbamento della mia condizione così come io la percepisco, che è chiaramente legata ad un malessere che si manifesta attraverso sintomi fisici, quali angoscia, tensione, irritabilità, disturbi cardiovascolari (tachicardia, senso di vuoto, oppressione al petto, dolori acuti in sede precordiale con possibili diverse dislocazioni ed irradiazioni), disturbi respiratori (senso di soffocamento, aumento frequenza respiratoria, aumento della profondità respiratoria), disturbi gastrointestinali (diarrea, stipsi, flatulenze, eruttazioni), disturbi genitourinari (aumentata frequenza della minzione), insonnia con difficoltà ad addormentarsi, sonno non riposante ed interrotto, senso di stanchezza al risveglio, incubi, terrori notturni. Un corteo sintomatologico piuttosto vario che rappresenta i testimoni soggettivi e oggettivi di una condizione di ansia. Affinché si crei l’ansia, quindi, sono necessarie due condizioni: una situazione ed io, che rispetto a questa situazione mi sento in una certa determinata maniera. In particolare, vi è un’incapacità del soggetto ansioso di affrontare determinate situazioni, un senso di impotenza,ed un suo bisogno di avere tutto sotto controllo. Ad esempio: mia figlia esce la sera e io non riesco a dormire. Cosa succede in tale situazione? Io ho una reazione (non riesco a dormire) perché sono preoccupato che possa succederle qualcosa quando esce di sera, e riesco a dormire quando mia figlia rientra a casa. Questa sembrerebbe una situazione “normale”, ma in realtà è un’ansia patologica; è una situazione illogica: io ho paura che, uscendo di sera, mia figlia corra un qualunque pericolo, ma io comunque le permetto di uscire; io non posso avere controllo su questo tipo di situazione per cui le soluzioni possono essere solo due: o mi fido e dormo, o non mi fido e non riesco a dormire; è una paura incontrollabile; cambia il contesto: è un contesto a me sconosciuto, in quanto non posso perfettamente conoscere tutta la gente che incontrerà di notte mia figlia e non mi fido (associo un’altra idea); sto facendo delle associazioni in base alle quali ho dei vissuti diversi. In tutto questo processo mia figlia rappresenta soltanto un oggetto caro, inserito in un contesto da me non controllabile, in cui non vi è alcuno che effettua un controllo e questo mi suscita ansia, che passerà non appena mia figlia rientrerà in casa (ovvero sotto controllo). La mia paura è totalmente incoerente con i miei comportamenti: da una parte non dormo, e dall’altra non faccio nulla per impedire un comportamento per me sbagliato. Ciò che accade quando mia figlia esce la sera, si chiama ansia patologica. Esagerare un pericolo o sottostimarlo rappresenta comunque un disturbo. L’ansia, perciò, in termini psicologici, rappresenta l’espressione di una condizione conflittuale dell’essere in risposta a se stesso o a stimoli esterni. È lo strumento della risposta adattativa che deve essere tale da superare il conflitto. Il superamento del conflitto può avvenire o per risoluzione o per rimozione. La preoccupazione che ad un figlio possa succedere qualcosa di grave o la paura di perderlo è un fatto assolutamente normale, ma non provoca palpitazioni, non provoca insonnia, non provoca senso di soffocamento. Infatti qualora dovesse accadere qualcosa a mia figlia e lei dovesse chiamare, lo squillo del telefono lo sentirei anche mentre dormo, ma nonostante ciò faccio qualcosa di illogico, resto sveglio tutta la notte ad aspettare il suo rientro. L’ansia è una spia, l’energia del conflitto. Il conflitto è un mio problema, che sta dentro di me, la situazione di mia figlia è solo una proiezione. L’ansia non è una condizione vivibile. O si cerca di abbassarla con cure appropriate, o si beve per attenuare il senso di angoscia ma andando così incontro a problemi ben più seri, o entrano in gioco quei meccanismi di difesa endogeni che rimuovono il problema: mia figlia esce di notte e il conflitto si manifesta, mia figlia rientra e il conflitto si risolve (mi passa l’ansia e mi viene la rabbia oppure mi tranquillizzo). La maggior parte della gente ritiene che l’ansia sia domabile con la volontà ma è controllabile solo entro certi limiti, oltre i quali si creano delle limitazioni che diventano invalidanti tanto quanto altri disturbi. E pertanto richiede uno specifico trattamento.



Valeria Palombo

Bookmark and Share



 

MULTIMEDIA
Rifugiati o clandestini?
Video
La Riserva Naturale di Tor Caldara
Fotogallery
Capitalismo e flussi migratori
Video
>> Vai all'archivio MULTIMEDIA


TESTI NORMATIVI
Costituzione della Repubblica Italiana
Codice Civile online
Testo Unico sulla sicurazza nel lavoro
Normativa sulla tutela dei consumatori
Testo Unico sull'immigrazione


Home  |  Chi siamo  |  Contatti  |  Link utili  |  Multimedia  |  Feed RSS

Mappa del sito  |  Informazioni
Ideazione e realizzazione grafica del sito GRAPHIX76