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Allarme Hiv: aumentano i sieropositivi in Italia
Ultimo aggiornamento 03/06/2010 23:41:29
Grande preoccupazione in seno agli ambienti scientifici e sanitari per la crescita dei casi di infezione nel nostro paese. Alla base del problema, la pratica dei rapporti non protetti e la scarsa inclinazione ad eseguire il test di controllo.

Nonostante le numerose campagne informative per sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo al tema della prevenzione nella lotta all'Aids, in Italia il numero delle persone sieropositive continua a crescere. Secondo i dati diffusi di recente dal Dipartimento clinico dell'Istituto nazionale malattie infettive del Lazzaro Spallanzani di Roma, ogni anno sono circa 4.000 i nuovi casi accertati di infezione da virus Hiv. Di essi, la stragrande maggioranza (circa il 90%) deriverebbe da rapporti sessuali non protetti. "Sta crescendo progressivamente la quota di pazienti che scopre il proprio stato di infezione in fase avanzata di malattia – ha dichiarato il professor Andrea Antinori, direttore del succitato Dipartimento clinico dell'ospedale capitolino – Si stima che dei circa 120 mila sieropositivi italiani, almeno un quarto sia inconsapevole del proprio stato. Tale emergenza appare oggi come una delle più rilevanti in termini di sanità pubblica". Rispetto ai primi anni Ottanta, periodo in cui si iniziò a diffondere in tutto il mondo l'allarme Aids, l'identikit del soggetto sieropositivo è mutato in maniera sostanziale. Nel 1986 quasi il 70% di coloro che entravano in contatto col virus era rappresentato da tossicodipendenti con un'età media di 26 anni. Oggigiorno, invece, il paziente tipo ha attorno ai 38 anni, è per lo più eterosessuale e, particolare di non poco conto, sovente risulta del tutto inconsapevole della propria condizione. Di fronte ad un simile stato di cose, oltre ad evitare i tipici comportamenti a rischio, gli esperti raccomandano a tutti di sottoporsi con regolarità alle analisi per rilevare la presenza di anticorpi anti-Hiv nel sangue. In tal senso, giova ricordare che, in virtù di quanto previsto dalla Legge n. 135 dell'8 giugno 1990, il test può essere effettuato gratuitamente presso numerose strutture sanitarie pubbliche (ambulatori delle Asl dove si effettuano prelievi, ospedali, centri di cura delle malattie a trasmissione sessuale), in forma anonima o comunque strettamente confidenziale, in genere senza necessità di impegnativa da parte del medico di famiglia.



Valeria Palombo

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