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Le misure più rilevanti del "pacchetto sicurezza"
Ultimo aggiornamento 03/06/2010 23:39:58
In un clima infuocato per le dichiarazioni di voto, il 14 maggio scorso l’Aula della Camera ha approvato il disegno di legge contenente "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica" che è stato trasmesso al Senato per la probabile approvazione definitiva. In particolare, il decreto raccoglie norme in materia di immigrazione, di contrasto alla criminalità mafiosa e di sicurezza pubblica, ma anche norme che vanno dalle c.d. ronde alla circolazione stradale, dalle persone senza fissa dimora all’oltraggio a pubblico ufficiale, con modifiche ai codici di diritto penale e di procedura penale.

L’immigrazione clandestina diventa un reato definito come "ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato". È punito con l’ammenda dai 5mila ai 10mila euro e i clandestini, in base alla nuova disciplina, non rischiano più l’arresto, ma sono sottoposti a processo immediato davanti al giudice di pace con espulsione per direttissima. Il reato così si estingue e non ci sarà un secondo grado di giudizio. Il questore comunica all’autorità giudiziaria l’avvenuta esecuzione dell’espulsione. Il giudice pronuncia sentenza di non luogo a procedere. Se tuttavia lo straniero rientra illegalmente nel territorio dello Stato prima che sia decorso il termine previsto (di solito dieci anni, ma mai meno di cinque), sarà riproponibile l’azione penale per il medesimo fatto e nei confronti della stessa persona, pure in presenza di una sentenza di non luogo a procedere. Le pene detentive, invece, sono previste, a seconda si casi, per chi si rifiuta di esibire i documenti (1 anno) e per chi non ottempera alle ordinanze dell’autorità giudiziaria e del Tribunale (4 anni).

L’extracomunitario che arriva in Italia senza permesso di soggiorno potrà rimanere nei Centri di identificazione ed espulsione (ora Cpt, Centri di permanenza temporanea) fino a 6 mesi. Il periodo attuale è di due mesi. Il prolungamento del periodo è necessario per identificare l’immigrato irregolare, verificare l’eventuale diritto allo status di rifugiato o al contrario la mancanza di tale diritto con obbligo di rimpatrio.

La legge limita il divieto di espulsione e di respingimento degli stranieri conviventi con parenti italiani, ai soli parenti entro il secondo grado, invece del quarto. Per avere la cittadinanza italiana si dovranno pagare 200 euro. Per il permesso di soggiorno invece la tassa sarà fissata dai ministeri dell’Interno e dell’Economia tra gli 80 e i 200 euro e si dovrà superare un test di conoscenza della lingua italiana. I soldi confluiranno in un fondo legato alle politiche per l’immigrazione. L’acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio potrà avvenire dopo due anni di residenza nel nostro Paese (dopo il matrimonio) o dopo tre anni nel caso in cui il coniuge si trovi all’estero. Si facilita il matrimonio per le donne musulmane che non dovranno più ottenere il nullaosta dal loro paese di origine, ma basterà un’autocertificazione.

Per accedere a servizi e uffici pubblici, gli stranieri dovranno esibire il permesso di soggiorno (tranne che per l’iscrizione dei figli alla scuola dell’obbligo). Con l’istituzione del reato di immigrazione clandestina, chi svolge la funzione di pubblico ufficiale ha l’obbligo di denuncia dei clandestini. Sono stati però esentati da detto obbligo i medici, i presidi e i dirigenti scolastici per permettere anche ai clandestini malati di curarsi e ai figli di immigrati irregolari di accedere all’istruzione. È garantito alle straniere clandestine che partoriscono in Italia un permesso ad hoc per i sei mesi successivi al parto.

È necessario esibire il permesso di soggiorno oltre che per il rilascio di licenze, autorizzazioni, iscrizioni (come già previsto dal Testo unico sull’immigrazione) anche per tutti gli atti di stato civile (quali atti di acquisto della cittadinanza, gli atti di nascita, filiazione e adozione, gli atti di matrimonio, di morte). Si punisce inoltre chi specula sulla clandestinità: chi favorisce l’ingresso dei clandestini rischia fino a 15 anni di carcere, oltre all’ammenda fino a 15mila euro. Inoltre chiunque, al fine di trarre ingiusto profitto, dà alloggio oppure affitta anche soltanto una stanza ad uno straniero che non sia in possesso del titolo di soggiorno al momento della stipula o del rinnovo del contratto di locazione è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Per lo straniero che richiede il ricongiungimento familiare, i requisiti di idoneità igienico-sanitaria dell’alloggio non vengono più accertati dall’Azienda Sanitaria Locale, ma dai competenti uffici comunali, insieme con l’idoneità abitativa. Alle condizioni che impediscono l’ingresso dello straniero in Italia vengono aggiunte le condanne con sentenza non definitiva e la condanna definitiva per reati in materia di tutela del diritto d’autore e contraffazione di marchi o prodotti industriali.

La nuova legge parla anche di associazioni di "volontari per la sicurezza" (le famose "ronde") di cui potranno usufruire i sindaci per la vigilanza sul territorio. Associazioni di cittadini non armati potranno segnalare alle Forze di polizia eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana o situazioni di disagio sociale. Saranno iscritte in appositi elenchi, non potranno ricevere contributi economici pubblici o privati e prioritariamente dovranno essere formate da appartenenti, in congedo, delle Forze dell’ordine, delle Forze armate e di altri corpi dello Stato. Sarà poi il Sindaco, d’intesa con il Prefetto, a decidere se avvalersi della loro collaborazione.

Per i reati a stampo mafioso viene inasprito il regime di carcere duro. La detenzione di 4 anni prevista dall’art. 41 bis dell’ordinamento penitenziario potrà essere prorogata di altri 4 anni. Le persone più pericolose saranno detenute di preferenza nelle isole e sarà più difficile per loro comunicare con l’esterno. Tutti i colloqui familiari saranno registrati e saranno ammessi al massimo tre incontri settimanali con gli avvocati.

Per contrastare la criminalità organizzata, vengono escluse dalle gare di appalto pubblico le imprese che, vittime di concussione o estorsione aggravata, non abbiano denunciato i fatti all’autorità giudiziaria. Inoltre nei casi di infiltrazione mafiosa, lo scioglimento dei Comuni riguarderà non solo gli organi politici, ma anche quelli amministrativi e tecnici e i prefetti potranno disporre accessi ed accertamenti in funzione anti-mafia nei cantieri delle imprese interessate all’esecuzione di lavori pubblici.

La legge reintroduce il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, depenalizzato nel 1999 prevedendo una pena fino a 3 anni di carcere. La pena è aumentata se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato; se invece è il pubblico ufficiale ad aver commesso atti arbitrari, l’autore dell’offesa non è punibile. Il reato si estingue se l’imputato risarcisce il danno sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell’ente cui essa appartiene.

Al fine di arginare il fenomeno dei c.d. writers o graffitari, per chi danneggia beni di interesse storico od artistico, è prevista la reclusione da tre mesi ad un anno e una multa da 1000 a 3000 euro. In caso di reiterazione del reato, la multa può arrivare a 10.000 euro. E’ prevista una multa fino a 1000 euro per chiunque venda bombolette spray contenenti vernici non biodegradabili ai minori di diciotto anni. La sospensione della pena è subordinata alla eliminazione dei danni arrecati oppure, se l’imputato è d’accordo, ad un lavoro non retribuito a favore della collettività.

Chiunque sfrutta un minore di 14 anni, costringendolo a mendicare, rischierà fino a 3 anni di carcere. Per i reati di riduzione in schiavitù o tratta di persone, commessi dal genitore o dal tutore, sono introdotte pene accessorie quali la perdita della potestà genitoriale o l’interdizione perpetua da qualsiasi forma di sostegno. Presso il Ministero dell’Interno verrà istituito un apposito registro delle persone che non hanno fissa dimora.

Ai fini della tutela della sicurezza urbana, i comuni sono autorizzati ad impiegare sistemi di videosorveglianza nei luoghi pubblici o aperti al pubblico. I dati raccolti possono essere conservati fino al settimo giorno successivo alla loro rilevazione, salvo esigenze particolari di ulteriore conservazione. Aumentano anche gli stanziamenti per le forze dell’ordine pari a 150 milioni di euro.

È introdotta la pena dell’ergastolo per chi commette un omicidio a seguito di violenza sessuale, di atti sessuali con minorenni, violenza sessuale di gruppo, o di atti persecutori (stalking) nei confronti della stessa persona offesa. Quest’ultima figura di reato viene inserita per la prima volta nel codice penale: per la sua sussistenza si richiede la ripetitività della condotta, che provochi “un perdurante stato di ansia o paura nella vittima”. La pena è la reclusione da 6 mesi a 4 anni, aggravata se si tratta di coniuge separato, divorziato o persona con la quale c’è stata una relazione affettiva. Le vittime del reato di violenza sessuale potranno accedere al patrocinio gratuito a spese dello Stato, anche in deroga i limiti di reddito ordinariamente previsti dalla legge.





Valeria Palombo

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