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La Banca del Tempo
Ultimo aggiornamento 03/06/2010 23:58:48
La Banca del Tempo: un servizio sociale a disposizione del cittadino dove chiedere il prestito di un servizio di competenza professionale di altre persone, in cambio di un proprio servizio. Ad esempio una lezione di francese in cambio della riparazione di una serranda.

Alla Banca del Tempo si possono scambiare lezioni di lingue, di ballo, di cucito, di computer, aiuti ai bambini per fare i compiti, riparazioni in casa, tecniche di rilassamento, cura degli anziani, preparazione cibi, aiuti nel trasloco e qualsiasi altra cosa possa far piacere dare o ricevere. Non si tratta di “buonismo” ma di solidarietà ricompensata. L’unità di misura è il tempo e l'uguaglianza in termini di valore di tutte le prestazioni.

Un’ora ottenuta viene compensata con un’ora fornita, indipendentemente dalla tipologia delle prestazioni. La Banca del Tempo si costituisce come un istituto di credito innovativo e particolare, dove l’unità di misura non è il denaro ma il tempo, e l’unico obbligo per i correntisti-aderenti è il pareggio. In sostanza, presso i suoi sportelli non si deposita il risparmio di denaro e non si riscuotono interessi, ma semplicemente si pone a disposizione dei richiedenti la propria disponibilità a scambiare prestazioni con altri soggetti, a condizione di ricevere in cambio il servizio di cui si necessita.

L’idea della Banca del tempo nasce nell’Europa del Nord. Dapprima si sviluppa in Danimarca, poi dai Paesi Scandinavi si allarga a quelli continentali. In Italia tra le prime Banche del Tempo si segnalano la UIL Pensionati di Parma, che nel 1991 lanciò il baratto fra minuti e servizi. Attualmente tale istituto è presente su gran parte del Territorio Italiano. Nel Comune di Roma si contano oltre 20 sportelli della Banca del Tempo. Si tratta di una particolare associazione fondata sullo scambio gratuito di piccoli servizi tra i soci, ciascuno dei quali mette a disposizione una parte del proprio tempo per rendere una utilità a qualcun altro, in cambio di altro servizio di cui si ha bisogno. In sostanza, offrendo un servizio si ottiene un credito di ore che si può riscuotere ricevendo il servizio che si richiede. Non è necessario offrire il servizio alla medesima persona dal quale si è ottenuta l’utilità richiesta. Importante però è il pareggio del tempo. Se per esempio un cittadino ottiene due ore a settimana di pulizie per la propria casa, risulterà debitore di due ore di un servizio o di una prestazione (giardinaggio, insegnamento, medico, legale, assistenza anziani, cura bambini) per il quale è competente, che potrà rendere a qualcun altro nel momento del bisogno.

Nella Banca del Tempo è fondamentale il principio di uguaglianza delle prestazioni in termini di valore. Un’ora del proprio tempo è sempre pari ad un’altra ora di qualsiasi prestazione che si richiede, senza considerazione di altri fattori quali l’età, la scolarità, il ceto sociale, la professionalità. Pertanto, l’attività di un’ora di una domestica presso la propria casa equivale all’insegnamento di un’ora di inglese da parte di un professore universitario. Nella Banca del Tempo è ammesso il denaro solo per il rimborso delle spese. Così, ad esempio, se un “correntista” aderente prepara una torta a chi l’ha richiesta per la festa del proprio figlio, avrà contratto un credito pari al tempo impiegato per la preparazione del dolce, ma avrà altresì diritto al rimborso delle spese sostenute per l’acquisto degli ingredienti da parte del committente.

È evidente che non si tratta di un servizio svolto a titolo di cortesia. I favori e i servizi si fanno e si rendono alla stregua di veri e propri “crediti” e “debiti”, venendo annotati su una sorta di conto personale per evitare che qualcuno ne approfitti senza mai restituire la disponibilità che altri gli hanno donato. In sintesi, si tratta di un servizio di utilità sociale diretto a soddisfare bisogni immediati, per lo più non continuativi. Un servizio che favorisce gli scambi culturali e gli incontri tra generazioni e fasce sociali diverse, che sollecita la vitalità degli anziani che si sentono utili, che facilita la solidarietà sociale in luogo della diffidenza e della indifferenza che spesso avvolge le grandi città.





Valeria Palombo

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