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Sanatoria, tanti gli immigrati in attesa
Ultimo aggiornamento 03/06/2010 23:53:42
Per contrastare l'immigrazione irregolare nel territorio italiano, il governo ha adottato misure pesanti sull'immigrazione in generale con il cosiddetto "Pacchetto sicurezza", attuato da qualche mese. Una legge unica nel suo insieme e nuovo nel sistema di lotta alla clandestinità in Europa. Tante questioni e discussioni, perché questo cambiamento? Quale ripercussione sulle popolazioni?

Nel frattempo, per far fronte alle richieste ed alle preoccupazioni di molte famiglie italiane, il Governo ha approvato in via definitiva e con voto di fiducia alla Camera ed al Senato, il 1° agosto scorso, un decreto legge per permettere la regolarizzazione di colf e badanti. Un provvedimento che è andato in vigore dal 1° settembre. Il Ministero dell’Interno ha messo a disposizione sul proprio sito internet i modelli necessari ed anche una brochure in cui lo stesso Ministero evidenziava che "non ci sarebbero state graduatorie a tempo né quote d’ingresso, quindi le domande presentate entro il 30 settembre avrebbero avuto le stesse possibilità di ammissione". Un’iniziativa che rappresentava una luce di speranza per tanti immigrati irregolari che così potevano cambiare la loro condizione sociale, mettendosi in regola con la legge, soprattutto in relazione all’entrata in vigore, sempre in agosto, della legge recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica" (il cosiddetto "Pacchetto sicurezza") approvato dal Parlamento a Luglio. La nuova legge sulla sicurezza colpisce chi è senza permesso di soggiorno e prevede pesanti ammende da 5 a 10 mila euro e l’espulsione. Quindi questa nuova procedura che consentiva l’emersione dal lavoro irregolare di cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari impiegati come collaboratori domestici o nell’attività di assistenza e di sostegno alle famiglie, era un sollievo per gli immigrati senza permesso di soggiorno. Anche per il datore di lavoro era una un’occasione per mettersi in norma con la legge. Per quanti di loro sono stati inoltrate domande di regolarizzazione? Si sottolinea che già la Legge 24 luglio 2008 n. 125 aveva aggravato le sanzioni per il datore di lavoro che occupava alle proprie dipendenze lavoratori non in regola con il permesso di soggiorno. Ad oggi, tanti extracomunitari sono rimasti in attesa e nei dubbi dei loro datori di lavoro. Quindi pur di essere regolarizzati ed avere i documenti, molti di loro hanno provveduto al pagamento dei 500 euro previsti per la domanda di regolarizzazione, che dovevano essere versati dai loro datori di lavoro per attivare la procedura di emersione dal lavoro irregolare, e gli altri costi necessari per i documenti. Chi non l’ha fatto ha perso il suo posto, facendo guadagnare chi non aveva lavoro. Una giungla dove i soldi sono stati protagonisti: lo Stato ne ha rastrellato un po’, i datori di lavori hanno avuto gli impiegati a costo zero e gli immigrati irregolari il portafoglio svuotato. Tanti debiti e per qualcuno solo una ricevuta come accesso alla regolarizzazione.



Valeria Palombo

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