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La sicurezza sul lavoro
Ultimo aggiornamento 1° marzo 2009
La nuova legislazione punta a mettere i lavoratori al centro dell'organizzazione della sicurezza nel luogo di lavoro, privilegiando l'informazione, la formazione e la partecipazione diretta alle dinamiche aziendali.

Purtroppo ogni giorno la cronaca ci ricorda che nel nostro Paese c’è una pressante esigenza di migliorare le condizioni di sicurezza sul lavoro. Questa esigenza sembrerebbe essere stata in parte accolta con il “Testo Unico sulla Salute e la Sicurezza nel lavoro”, ossia il Decreto Legislativo n. 81 del 2008. Esso costituisce un punto di partenza e non di arrivo per assicurare a tutti i lavoratori un tranquillità durante la giornata lavorativa. Si tratta di una riforma attesa da anni e di grande valore civile oltre che economico.

Ma quali sono le novità principali? In primo luogo il campo di applicazione delle norme sulla sicurezza: il codice, infatti, è esteso a tutti i tipi di contratto, compresi quelli a progetto, a termine, a collaborazione o di telelavoro. Insomma, le regole sulla sicurezza si applicano a tutti i lavoratori e lavoratrici “subordinati e autonomi”.

In secondo luogo la normativa prevede sanzioni molto pesanti, che possono arrivare perfino all’arresto, per i datori di lavoro che non ottemperino gli obblighi di sicurezza. In caso di incidenti mortali, vi è la sospensione dell’attività, se è riscontrata la responsabilità dell’azienda.

Un’ulteriore novità è che sono stati attribuiti compiti e funzioni ben precisi ai cosiddetti Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, gli Rsl. Essi possono essere eletti in tutte le aziende, a prescindere dal numero dei dipendenti. In sostanza, finalmente ai lavoratori è data la possibilità di avere una propria rappresentanza che vigili sulla corretta applicazione delle norme obbligatorie sulla sicurezza.

Viene istituito un libretto sanitario e di rischio personale per ogni lavoratore che lo seguirà per l'intera vita lavorativa, anche quando cambierà lavoro o mansione. Inoltre, per finanziare le attività di prevenzione e dare sostegno alle piccole e medie imprese, verranno utilizzati i proventi delle sanzioni pecuniarie imposte alle imprese fuori legge.

Il decreto non concentra la propria attenzione solo sul momento sanzionatorio o repressivo, ma contiene anche disposizioni finalizzate ad agevolare la diffusione della cultura della legalità, in modo da rafforzare le azioni di prevenzione ed evitare di poggiare le speranze di riuscita delle nuove norme solo sull’azione repressiva. A tal fine, si prevede la realizzazione di azioni formative e informative nelle scuole, nelle università e suoi luoghi di lavoro, e lo scambio delle buone prassi anche attraverso il coordinamento delle banche dati ed il coinvolgimento delle parti sociali. Per la stessa finalità vengono stanziati dei fondi per sostenere la formazione in materia di sicurezza.

L'augurio è che, con un'applicazione per quanto possibile scrupolosa della nuova normativa, gli incidenti sul lavoro possano realmente diminuire
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Gaia Mazzone

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