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Immigrati e ferie: bloccati in aeroporto con regolare "cedolino"
Ultimo aggiornamento 1° settembre 2009
Le ferie estive sono un periodo molto atteso dagli immigrati. Un'occasione importante per ritrovarsi con i propri familiari anche per i soggetti in attesa del tanto agognato permesso di soggiorno. In genere un ricongiungimento reso possibile da una circolare del Ministero dell’Interno. Provvedimento, però, quest’anno rimasto per molti inapplicato.
Quanti immigrati extracomunitari in partenza dall’Italia non sono stati imbarcati per il viaggio a casa, pur avendo speso grandi somme di denaro per comprare biglietti d’aereo ed essendo regolarmente in possesso del “cedolino” o della ricevuta delle poste per il rinnovo del permesso di soggiorno? Per migliaia di loro, quest'estate, stare con i figli, la famiglia o gli amici non è stato possibile. Nonostante quanto previsto dal decreto del 5 agosto 2006, che riprende integralmente la direttiva del sui diritti dello straniero nelle more del rinnovo del permesso di soggiorno, ovvero circa l’uscita dal territorio nazionale degli immigrati regolari presenti nel territorio nazionale. Un provvedimento che, in teoria, dovrebbe  permette loro di espatriare, poiché il viaggio avviene nello stesso valico di frontiera, con il passaporto, la fotocopia del permesso scaduto, il “cedolino” o la ricevuta delle poste, da timbrare a cura della polizia italiana.

All’inizio del mese, una giovane badante colombiana, di norma residente a Roma, madre di due figli in Sudamerica dalla nonna, è rimasta a terra al momento dell’imbarco. Bloccata perché la compagnia aerea, di bandiera spagnola, doveva fare uno scalo a Madrid. Quindi tutti i passeggeri dovevano essere in regola con i documenti secondo la legislazione iberica. Fino allo scorso 31 gennaio, data di scadenza dell’ultima circolare, simili problemi non si ponevano. Infatti, con la direttiva del 20 febbraio 2007, la direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere prevedeva di accordare facilitazioni al transito, attraverso gli stati membri, ai cittadini immigrati provenienti dall’Italia o diretti verso l’Italia, per le frontiere terrestri, marittime e aeree all'interno dell'area di Schengen. Di conseguenza, gli immigrati che volevano approfittare delle ferie estive, potevano recarsi tranquillamente in patria, sfruttando la suddetta facilitazione temporanea.

Perché, invece, quest'anno tale meccanismo non si è potuto applicare e molti stranieri sono rimasti a terra? La spiegazione è semplice: al decreto italiano non è stato riconosciuto alcun valore al di fuori del territorio nazionale. Un problema non da poco. Un rischio continuo per gli immigrati, che possono essere fermati e rispediti nel loro paese d'origine. Un pericolo che molti di loro, nonostante le preoccupazioni e le angosce, preferiscono comunque affrontare
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Flavie Ngah

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