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Ristoro dei danni patiti… Black out elettricità
Ultimo aggiornamento 6 marzo 2010
Risarcibile e tutelata dal diritto, la richiesta di danni non patrimoniali sofferti dal cittadino (c. d. danno esistenziale)
Per un procedimento civile avviato da un privato contro l’Enel per ottenere il ristoro dei danni patiti a seguito ed in conseguenza di black out elettrico (avaria di generi alimentari conservati in frigorifero) con conseguente lamentato danno esistenziale, la Corte di Cassazione, chiamata quale Supremo Giudice di terzo ed ultimo grado del procedimento, ha avuto modo di precisare quando e come è reputata legittima e pertanto risarcibile e tutelata dal diritto, la richiesta di danni non patrimoniali sofferti dal cittadino (c. d. danno esistenziale).

Inoltre, ha precisato la Corte di Cassazione, il danno esistenziale derivante dalla lesione dei diritti inviolabili della persona è risarcibile anche quando non sussiste un fatto-reato, purché ricorrano tre condizioni: che l’interesse leso sia di rilievo costituzionale, in altre parole protetto, garantito dalla Costituzione Italiana; che la lesione dell’interesse sia grave, “nel senso che l’offesa superi una soglia di minima tollerabilità (in quanto il dovere di solidarietà, di cui all’art. 2 Cost., impone a ciascuno di tollerare le minime intrusioni nella propria sfera personale inevitabilmente scaturenti dalla convivenza); infine che il danno non sia futile, vale a dire che “non consista in meri disagi o fastidi, ovvero nella lesione di diritti del tutto immaginari, come quello alla qualità della vita od alla felicità”.
 
Nel caso di specie la Corte Costituzionale, non ha ritenuto sussistente il danno esistenziale in quanto il cittadino non aveva indicato né provato quale fosse lo specifico diritto inviolabile costituzionalmente garantito, leso in modo serio a causa ed in conseguenza del black out dell’Enel. (Cass. Civ. sez. III, 18.12.2009). In altri termini il principio della solidarietà sociale sancito dall’art. 2 della Costituzione impone al cittadino la virtù della pazienza e della tollerabilità dei disagi e/o dei fastidi che non si concretino in lesioni gravi. Solo in tale ultimo caso sussiste possibilità di risarcimento dei danni esistenziali.



Valeria Palombo

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